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Eppur si muove (Y sin embargo, se mueve).

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Nel febbraio 1616, il Santo Uffizio espresse una condanna a Galileo Galilei per le teorie cosmologiche copernicane, considerate stolte ed assurde, proibendo di difenderle come realtà fisica; mise all’indice dei libri proibiti (index librorum prohibitorum).

 

Nonostante quello, Galileo si dedicò alla stesura del "Dialogo di Galilego Galieli sopra i due Massimi Sistemi del mondo Ptolemaico e Copernicano".

 

Galileo, ormai settantenne, fu chiamato a comparire davanti al tribunale dell’Inquisizione nel 1632. Essendo ammalato cercò di rinviare il viaggio. A seguito di una successiva ingiunzione dell’Inquisizione, dovette tuttavia recarsi a Roma il 13 febbrario 1633.

 

Nel corso del processo Galileo, che era già malato e fu minacciato di tortura, negò perfino di aver mai abbracciato la dottrina copernicana, nonostante l’evidenza di ciò che aveva scritto nel Dialogo, e si dichiarò disposto ad aggiungere dei capitoli per confutare Copernico, ma l’Inquisizione non tenne in considerazione questa offerta di Galileo.

 

Il 22 giugno 1633 Galileo fu riconosciuto colpevole di «aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch’il Sole (...) non si muova da oriente ad occidente, e che la Terra si muova e non sia centro del mondo».

La pena inflitta a Galileo consistette in diverse disposizioni la messa all’indice del "Dialogo",l’abiura della tesi copernicana; un periodo di prigionia della durata che sarebbe piaciuta al Sant’Uffizio; la recita dei sette salmi penitenziali una volta alla settimana per tre anni.

 

Galileo riuscì ad evitare che i dispositivi più duri della condanna diventassero effettivi. Il carcere fu mutato nel confino all’interno della villa dell’ambasciatore del Granduca di Toscana in Roma, quindi nella casa dell’arcivescovo Piccolomini a Siena e infine nella villa che possedeva nella campagna di Arcetri.

 

Nel 1757, Giuseppe Baretti, in una sua ricostruzione, avrebbe fatto nascere la leggenda di un Galileo che una volta alzatosi in piedi, colpì la terra e mormorò: "Eppur si muove". Tale frase non è contenuta in alcun documento contemporaneo, ma nel tempo fu ritenuta veritiera, probabilmente per il suo valore suggestivo, a tal punto che Berthold Brecht la riporta in "Vita di Galileo" ", opera teatrale dedicata allo scienziato pisano alla quale egli si dedicò a lungo.

A volte, le cose non sono quello che sembrano (a veces, las cosas no son lo que parecen).

Immagine: Galileo Galielei. Palazzo degli Ufizzi. Firenze.

22/01/2008 00:38 Enlace permanente.

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Autor: 39escalones

...y en pleno siglo XXI, el Papa se atreve a decir que el proceso contra Galileo fue justo. Algunas cosas siguen siendo lo que parecen.

Fecha: 22/01/2008 08:33.


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Autor: ibirque

¡Qué grande es la wikipedia!

http://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei

Fecha: 22/01/2008 09:53.


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Autor: O mixín

Efectivamente, lo es.

Como Carlos afirma en un post en este mismo blog:

"Wikipedia ha recibido a menudo críticas precisamente por lo que la
ha hecho popular, su política de cualquiera puede editar, que le ha
acarreado acusaciones de ser poco rigurosa, aunque hay que recordar
que en sus estatutos y en la práctica la wikipedia exige fuentes y
datos que confirmen las afirmaciones que se publican en sus artículos,
siempre susceptibles de debate; seguramente sea esa participación
plural, junto al criterio crítico, el que convierte en virtuosa la
construcción popular que ha llevado al éxito de la Wikipedia".

Para mí es una fuente tan válida como cualquier otra y por eso la utilizo.

Fecha: 22/01/2008 10:48.


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Autor: ibirque

Mi comentario no era irónico, de hecho cito a Wikipedia como fuente en muchos de mis post,
saludos

Fecha: 22/01/2008 10:50.


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